Certificazione DevOps

Certificazione DevOps

Oggi diamo inizio a una serie di articoli che dovrebbero dare una “direzione di studio” a coloro che vogliono approfondire il tema DevOps “sui libri”.

Come ho già fatto con l’articolo ad alto tasso alcolico, stilerò un indice di argomenti che proverò a sviscerare singolarmente e userò questo articolo come punto di raccordo per coloro che volessero seguirne il percorso.

Ma andiamo con ordine.

Per quanto mi riguarda, la prima regola del DevOps è:

Non dovrebbe esistere nessun DevOps

Frase che non è un modo per estrinsecare un istinto autolesionista, ma per dire che se tutti facessero le cose collaborando e condividendo gli obiettivi, non sarebbero necessarie figure di raccordo che fanno parlare il Dev con l’Ops.

Ergo, la massima aspirazione di coloro che promuovono la metodologia DevOps dovrebbe essere, a mio parere, arrivare al giorno in cui la metodologia stessa perda la sua connotazione “di aiuto esterno”, di “corpo estraneo”, perché entrata finalmente nel DNA dei gruppi di lavoro.

Grazie alla progressiva introduzione delle tecnologie cloud nei progetti e agli strumenti “implicitamente DevOps” che queste rendono disponibili, sono fiducioso che prima o poi questa cosa possa accadere, ma al momento il problema rimane, per cui servono le figure di raccordo di cui sopra, in particolare per quegli ambienti in cui il Cloud è di là da venire (siamo sempre in Italia, non dimentichiamocelo) e che, comunque, il “prodotto a casa devono portarlo”.

In questo contesto, la figura principale che abbiamo identificato a suo tempo è quella del DevOps Officer, che vi ricordo essere colui che, più degli altri Devoppers, ha il compito di “fare i piani di scale” e far parlare tra loro gruppi abituati a spararsi a vicenda a palle incatenate.

Quello che finisce quasi tutte le giornate di lavoro con il fegato grosso e parecchie cicatrici, per capirci.

Ma visto che non stiamo parlando dell’Engineer o dell’Architect, che hanno una connotazione più tecnica e che vengono fortemente supportati dai tool Software che hanno a disposizione, oppure dell’Evangelist, che “vola alto” per definizione, la vera domanda è: “quali sono le conoscenze che dovrebbe avere un buon DevOps Officer per essere efficace?”

Oppure, per dirla in altri termini:

Esiste LA Certificazione DevOps?

Vi dico subito che non ho una risposta definitiva a questa domanda, perchè questo blog è nato anche con lo scopo di condividere il mio percorso di continua scoperta delle varie sfaccettature della nostra metodologia preferita e questo è un argomento che ancora non ho sviscerato completamente.

Da quello che so (ma se avete notizie diverse condividetele) attualmente non esiste LA certificazione DevOps ufficialmente (e universalmente) riconosciuta, ma una serie di certificazioni tecnologiche che abilitano all’uso di specifici tool dei vari vendor.
Una delle più famose/utili di queste è quella dedicata al DevOps di Amazon AWS.
Qualcosa che si avvicina al nostro concetto di certificazione “general purpose”, più strettamente teorica (alla PMP o ITIL per intenderci), sembra essere quella rilasciata dal DevOps Institute, una Community autogestita che, per loro stessa ammissione, non ha prodotto (non poteva, vista l’attuale volatilità del tema) un DevOps Book of Knowledge definito, ma ha raccolto del materiale di training che viene poi usato dai formatori accreditati per indirizzare i candidati al conseguimento delle certificazioni erogate dall’Istituto stesso (corsi che sono l’unica cosa che permette di accedere all’esame di certificazione).
Cosa rende questa community “più bella” di altre che stanno nascendo sul tema?
Un paio di cose:
  • La presenza nel board di Gene Kim, colui che ha scritto “The Phoenix Project” il racconto che è considerato la “bibbia” del DevOps.
  • Il fatto che i corsi per le loro certificazioni consentano il riconoscimento di PDU del PMI (che, per i certificati come me, fanno sempre comodo).

E quindi? Ci affidiamo “ciecamente” a quello che dice l’Institute o ci facciamo il nostro BoK?

Questa è una scelta che dovrete fare voi, dal canto mio io posso provare ad aiutarvi in due modi:

  • approfondendo la mia conoscenza di quello che l’Institute offre, condividendovela man mano che ne so di più;
  • segnalando quanto di “pertinente” (a mio parere) è presente nei BoK ufficiali delle varie certificazioni riconosciute e che possono essere parte di un ideale percorso di apprendimento che ogni DevOps Officer dovrebbe fare.

Quindi, concentrandosi sul secondo punto e usando la nostra solita metafora alcolica di come trovare gli ingredienti giusti per realizzare un buon DevOps blended whiskey, tendendo fermo come ingrediente base e collante del tutto la Cultura della Condivisione, proverò a raccontarvi cosa mi hanno insegnato/ricordato i BoK dei vari standard “per fare cose” che ho incontrato nel corso della mia carriera di Devopper, a partire da quelli in assoluto più note (e completi) nel loro campo di applicazione:

Stay tuned e alla prossima.

 

 

 

Una risposta a “Certificazione DevOps”

  1. DevOps significa in fondo che non esistono più i fatti miei e i fatti tuoi, ma i fatti nostri. Ciò vuol dire che tu dovrai sapere un po’ di cose che strettamente non ti riguardano, di fatti miei di cui non sai che farci se non ascoltarli, e io pure. E poi aver fede che tutto questo parlarsi un giorno servirà.